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Tenet, recensione del film con Christopher Nolan

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Christopher Nolan è ormai uno dei cineasti più discussi del secolo, sicuramente Tenet non può far altro che accrescere questo contrasto di sentimenti verso il regista. C’è chi lo ama e chi lo detesta, naturalmente chi vi scrive apprezza profondamente quasi tutte le opere di questo artigiano della macchina da presa. Tenet è soltanto la punta dell’iceberg di una carriera che trova in quest’opera la condensazione ideale: c’è la complessità di una struttura narrativa su più livelli che richiama Inception, c’è la manipolazione del tempo come in Interstellar e in un’unione idealizzata dei due film si arriva all’inversione.

Un film estremamente complesso, che crea non pochi patemi durante la visione. Probabilmente però se siete appena usciti dalla visione di Dark troverete la comprensione della trama in Tenet molto più semplice da raggiungere. Christopher Nolan si conferma un maestro della messa in scena, ma come per tutte le sue opere da solista si sente l’assenza in fase di scrittura del fratello Jonathan Nolan. Il regista britannico, che con Dunkirk ha ottenuto la sua prima nomination all’Oscar, si conferma un maestro della messa in scena, ma la complessità narrativa è tale da lasciare ripetutamente a bocca aperta. Se per la sensazione di un vuoto o per uno stupito apprezzamento questo lo deciderà il singolo spettatore.

Tenet è un James Bond con più fisica all’interno, un film in cui ancora una volta Nolan ha deciso di collaborare con il Nobel Kip Thorne. Così come per Interstellar, nonostante questo illustre collaboratore, i suoi detrattori già si preparano ad accusarlo di assurdità. Il regista britannico però si conferma coraggioso oltre che per la struttura del film anche per la scelta dei protagonisti: John David Washington, ormai una certezza dopo “Blackkksman” di Spike Lee, e soprattutto un sorprendente Robert Pattinson che dopo tanto cinema indipendente finalmente si leva l’etichetta del vampiro e sfodera una pazzesca prova attoriale.  Speriamo che la scelta di interpretare il nuovo Batman non lo faccia identificare nuovamente con un personaggio, perché questo attore è davvero pronto al salto di qualità già confermato nel suo precedente lavoro “The Lighthouse”. Splendida protagonista femminile è Elizabeth Debicki, con Nolan che esalta per l’ennesima volta come in Interstellar l’amore di un genitore per un figlio rispetto ad una love story. Il villain carismatico è invece un Kenneth Branagh in versione russa.

Tenet è dunque uno spy movie in piena regola, con delle location da sogno in cui spicca anche la nostra Costiera Amalfitana con Ravello. Non è però il patriottismo a dovervi convincere ad andare nelle sale, ma un atto d’amore verso un’arte è un cineasta che con volontà ferma si è imposto per uscire esclusivamente nel tempio sacro della settima arte. In America le sale sono ancora chiuse, noi in Italia siamo dei privilegiati a poter vedere Tenet prima di tanti altri. Accogliamo dunque la confusione e l’ennesimo trip nolaniano con la consapevolezza e il sorriso di quando si torna a casa dopo tanto tempo.

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