CinemaRecensione

Old, da M.Night Shyamalan un’inquietante profezia

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Old

Old   è il  nuovo  film del maestro M.Night Shyamalan autore del Sesto Senso , Split e tanto altre pellicole che lo hanno consacrato nell’esplorazione di temi misteriosi ed inquietanti.  La pellicola è tratta dalla graphic novel Castello di sabbia a firma di Pierre Oscar Lévy e Frederik Peeters (edita dalla Cocoino press)  anche se il regista ne fa una sua versione.

La pellicola ci porta a conoscere diversi personaggi giunti in luogo paradisiaco per le loro vacanze, ma con dietro un bagaglio di problemi di salute per alcuni di loro.

Non sarebbe onesto da parte di chi vi scrive anticipare quello che sempre nelle storie del regista di origine indiane sono sempre autentici colpi di scena ed anche suspense creata ad arte, possiamo solo raccontare che l’incubo dei nostri protagonisti nasce all’arrivo di una misteriosa spiaggia dove vengono condotti su indicazione del direttore del Resort, un posto destinato a pochi ospiti selezionati. Sul luogo isolato e meraviglioso incontriamo un rapper (Aaron Pierre), un padre di famiglia (Gael Garcia Bernal) con la sua famiglia moglie e due giovanissimi figli, un medico (Rufus Sewell) assieme alla giovane moglie figlia e anziana madre a cui si aggiungono una coppia formata da un’asiatico e la mogli di colore che scopriamo all’inizio avere problemi di epilessia.
Ma l’arrivo sulla spiaggia è l’inizio dell’incubo con la scoperta di un cadavere e poi con l’improvvisa crescita dei bambini e il rapido invecchiamento degli altri personaggi.

Non manca nulla in questa pellicola  dal sapore horror in parte, e inquietante come un classico episodio in bianco e nero de Ai Confini della Realtà, lo spettatore viene immerso in questo luogo diabolico dove invecchiamento e follia si fanno strada.

Old funziona alla perfezione con uno scenario limitato pochi attori diretti alla perfezione, che ci portano dentro una storia dal risvolto inquietante, quasi profetico durante questo lungo periodo di pandemia mondiale,  un risvolto che evitiamo di svelare.

Unica nota che ci concediamo è quella che forse avremmo preferito un finale diverso, ma forse, ed è questo l’aspetto più geniale della pellicola, e quello che temiamo di trovare all’uscita della sala, sempre con mascherina ben messa, che ci lascia pensare come ancora una volta il cinema riesca in modo drammatico ad anticipare i tempi o farci vivere un piccolo incubo cinematografico, che assomiglia troppo alle vite che stiamo vivendo.

 

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