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Gli occhi di Tammy Faye, “Dio ama tutti”

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Gli Occhi di Tammy Faye
Andrew Garfield as "Jim Bakker" and Jessica Chastain as "Tammy Faye Bakker" in the film THE EYES OF TAMMY FAYE. Photo Courtesy of Searchlight Pictures. © 2021 20th Century Studios All Rights Reserved

Gli occhi di Tammy Faye, che ha aperto la sedicesima Festa del Cinema di Roma, vede protagonista una straordinaria Jessica Chastain insieme ad Andrew Garfield, rispettivamente nelle parti di Tammy Faye Bakker e Jim Bakker, brillante coppia che costruì una fortuna grazie al tele-evangelismo in tv, molto in voga negli Settanta e Ottanta.

Una storia decisamente americana quella dei telepredicatori conosciuti da noi in tanti film, ma il lungometraggio diretto Michael Showalter è, in realtà, un vero e proprio biopic che, partendo dallo scandalo finanziario della coppia che si era arricchita con le donazioni dei fedeli, e arricchendo la storia del documentario realizzato nel 2000 con lo stesso titolo (e da cui attinge per le immagini reali).

La storia parte da lontano, dalla  piccola chiesa pentecostale dove, nel 1952, nel Minnesota, una giovane Tammy Faye LaValley (Chandler Head) vuole a tutti i costi partecipare alle celebrazioni che la madre segue suonando il pianoforte, ben celata dalla stessa perché frutto di un precedente divorzio. L’attuale e numerosa famiglia con la quale Rachel (Cherry Jones) si è rifatta una vita non può cadere in disgrazia agli occhi dei fedeli e del pastore che tiene le celebrazioni.

Ma la giovane Tammy, astutamente, entra in chiesa e cade a terra in una violenta dimostrazione di rapimento spirituale, con il risultato che viene subito ben accolta dagli infervorati fedeli. Quindi comprende che un po’ di follia e ingegnosità danno una mano alla Spirito Santo. Iniziando una vicenda che porta Tammy  alla sua inarrestabile scalata al successo per farla diventare la regina delle marionette, ma poi anche delle canzoni sacre insieme al suo devoto marito mancato Deejay, il quale sembra ben comprendere i meccanismi della spettacolo che la nascente tv sta aprendo loro.

E Gli occhi di Tammy Faye si rivela di conseguenza una sfavillante ascesa tra ville, mascara, tradimenti e sermoni. Un aspetto dell’America cristiana e repubblicana che aveva incoronato Ronald Regan per due mandati; la stessa che poi ha portato al successo Donald Trump I valori sono sono quelli dei conservatori più repubblicani: la famiglia, l’amore di Dio, la scarsa, se non proprio totale, ostilità per gli omosessuali.

Un film che, a modo suo, traccia un ritratto anche benevolo di Tammy Faye e consorte, colpevoli di dire che Dio vi ama, che non dovete essere poveri per amare Dio, ma che, al tempo stesso, per mantenere la vostra vita agiata dovete donare per gli altri Mentre la coppia, oltre a diventare straricca, continua con la sua morale e, ad onor del vero, qualche opera viene spesa per i più disagiati. Tammy riconosce nei gay e nell’Aids una piaga da combattere per altri figli di Dio. La morale che si scontra con l’immorale avidità del denaro e del successo, una classica american way  che sembra quasi tracciare il destino della coppia e che ci rimanda ad altre situazioni. Effettuando un banale paragone, i due vendono amore per Dio al posto della droga, ottenendo i medesimi profitti e, oltremodo, esenti tasse.

La forza de Gli occhi di Tammy Faye risiede in particolare nell’interpretazione di Jessica Chastain, che con le sue ciglie finte, la voce alla Betty Boop e le canzoni cristiane di successo, trascinano lo spettatore in una insospettabile simpatia per il personaggio; tanto da farci pensare che veramente Dio ama tutti e che, in fin dei conti, la coppia non ne esca troppo male. Forse ha solo la “colpa” di avere profittato in modo eccessivo dell’amore di Dio che gli veniva tributato in donazioni. Del resto, Dio ama tutti.

Casa Sanremo XV edizione, aperta ufficialmente l’hospitality del Festival.

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